Cenni Biografici

La vita

 

Agostino Cozzolino nacque ad Ercolano (NA) il 16 ottobre 1928, in una famiglia umile e modesta, che viveva nella dignità e nel timore di Dio. Suo padre, Ciro, era un marittimo; sua madre, Giuseppina, era una casalinga, donna di fede genuina e salda. Aveva due sorelle, Anna e Lucia. 

L’infanzia di Agostino fu serena e ricca di interessi, tanto da suscitare l’ammirazione del Parroco di Pugliano, Don Peppino Matrone, che divenne suo padrino di Cresima.

Entrò in Seminario, distinguendosi subito per l’impegno spirituale e nello studio. Attento sempre alla preghiera e al rispetto della Regola, ebbe sempre buoni rapporti con i compagni, i quali, per la sua serietà lo chiamavano “il tedesco“. Organizzava turni di preghiera notturni per i seminaristi. Fin dall’epoca del Seminario, ebbe chiaro l’impegno di farsi santo. 

Fu ordinato Sacerdote il 27 luglio del 1952 e venne destinato, quale vicario parrocchiale, alla parrocchia “Santissimo Rosario” in via Traccia, a Poggioreale. Qui già divenne evidente la sensibilità pastorale del novello Sacerdote, che organizzava attività di formazione e di catechesi per i ragazzi, per i giovani e gli adulti. Tutti ammiravano la sua pietà, lo zelo pastorale, la saggezza nella Confessione e nella direzione spirituale. Trattandosi di una parrocchia rurale, spesso girava per le campagne, dove trovava occasione per fare catechesi. Stette in quella parrocchia per tre anni circa, fin quando l’Arcivescovo lo trasferì, come parroco, alla chiesa “Regina Paradisi“, ai Camaldoli. In questa parrocchia stette poco, lasciando tuttavia un bel ricordo nei fedeli per la sua preparazione e rettitudine interiore. Il 16 ottobre 1957, Don Agostino fu nominato Vice-Rettore del Seminario Maggiore di Napoli, dove rimase per altri tre anni, lasciando ai giovani seminaristi il buon ricordo di sé e l’esempio di una vita di pietà, di impegno sacerdotale, sensibilità umana e spirituale non comuni.

Il 30 settembre 1960 fu nominato parroco di “Santa Maria della Neve“, in Ponticelli. Qui don Agostino ha lavorato instancabilmente, fino ad essere definito dal popolo il “Curato D’Ars di Ponticelli”[1].

Attento a tutto, nulla sfuggiva al suo sguardo profondo; accoglieva e applicava le nuove direttive pastorali e seguiva con interesse lo svolgersi dei lavori del Concilio Vaticano II. Esigente con se stesso, misericordioso con gli altri, cercava di conoscere tutte le persone della parrocchia, visitando le famiglie e non si stancava di invitare a collaborare, trasmettendo, a chi lo incontrava, serenità e gioia. L’idea maestra su cui don Agostino fondò l’azione pastorale dei suoi 28 anni come parroco di Ponticelli fu: “Trasformare la parrocchia da semplice luogo di culto, in comunità, famiglia di Dio“.

Nel realizzare tale progetto, trovò terreno fertile nella vera grande ricchezza dei Ponticellesi: la secolare devozione alla Madonna della Neve di cui era filialmente innamorato e che soleva invocare con il dolce titolo di “Mamma” della Neve. Nel periodo del Concilio Vaticano II non esitò a farsi pioniere della riforma liturgica e del rinnovamento teologico; si aggiornava continuamente, studiandone i documenti talvolta anche di notte. La comunione tra i Parroci e i Sacerdoti del quartiere e il progetto di “Nuova Immagine di Ponticelli” lo portarono a promuovere un lavoro pastorale comunitario per tutta Ponticelli. Nacque così, il mini-presbiterio, dove i preti si incontravano periodicamente e, insieme, pregavano e si confrontavano. Don Agostino formò anche un gruppo giovanile, il Movimento Giovanile Parrocchiale, e di spiritualità familiare, entrambi sotto la sua diretta guida.

Nel settembre del 1987 gli venne diagnosticato un tumore al pancreas. Operato a Brescia, incominciò per lui e per la parrocchia un periodo di dura prova. La comunità si strinse intorno al suo amato Pastore – sopratutto i giovani – prendendosi cura di lui giorno e notte nell’angusta casa canonica di pochi metri quadrati dove Don Agostino era vissuto per un trentennio circa, in povertà ed essenzialità. Accettò il suo “calvario” nel totale abbandono alla volontà di Dio e senza risparmiarsi, soprattutto in occasione dei solenni festeggiamenti del Bicentenario della proclamazione della Madonna della Neve a Protettrice di Ponticelli, che furono il felice coronamento del suo sacerdozio. Nell’ottobre del 1988, nelle riflessioni testamentarie, al numero 7, scriveva: “Mi sono sentito legato alla comunità parrocchiale nella quale ho speso la maggior parte del mio ministero. Ho dato e ricevuto tanto; ho amato alla mia maniera e sono stato ricambiato al centuplo. Le premure usatemi nella mia malattia ne sono la prova. Arrivederci alla comunione definitiva con il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, stretti alla Mamma Celeste, la Madonna della Neve.” Don Agostino chiudeva la sua laboriosa giornata terrena la sera del 2 novembre 1988, a soli 60 anni.

La celebrazione esequiale, presieduta dal Cardinale Michele Giordano – il quale, giunto a Napoli l’anno precedente, aveva subito apprezzato Don Agostino, nominandolo Vicario Episcopale – ebbe luogo il pomeriggio del 4 novembre, con grande partecipazione di Vescovi, Sacerdoti e Popolo di Dio.

La sera stessa, veniva sepolto nel Cimitero di Ponticelli, nell’ipogeo della Congrega di Sant’Anna.

[1] In riferimento al Santo Curato di Ars-sur-Formans, in Francia, Jean-Marie Baptiste Vianney è stato un presbitero francese, reso famoso col titolo di Curato d’Ars per la sua intensa attività di parroco in questo piccolo villaggio dell’Ain. È stato proclamato santo da papa Pio XI nel 1925 e dichiarato patrono dei parroci.