Estrazione Lotteria 2019

Ieri, 30 Luglio 2019, è avvenuta l’estrazione dei biglietti vincenti della Lotteria per i Festeggiamenti in onore della SS. Maria della Neve.

I biglietti vincenti sono:

1° premio che consiste in un orologio da polso “Philip Watch Caribe”: A077

2° premio che consiste in un orologio da polso “Breil Tribe” donna: F806

3° premio che consiste in un quadro a rilievo in foglia d’argento raffigurante “la maternità”: B465

4° premio che consiste in una trapunta “Scaldotto Caleffi”: E556.

I premi dovranno essere ritirati entro 30 giorni dall’estrazione, come da bando, chiamando prima il numero 0815962268.

Festa della Madonna della Neve 2019

 

Messaggio del Parroco

“Quale grande amore ci ha donato il Padre per essere chiamati figli Suoi, e lo siamo realmente.”

Con queste parole, l’evangelista San Giovanni, presenta ai suoi lettori una realtà vertiginosa: l’amore infinito di Dio, ci ha resi figli Suoi.
Non più solo creature, dunque, ma figli, con lo statuto di figli, con la benevolenza che si rivolge ai figli, con l’eredità che si offre ai figli…
In tale contesto, in tale quadro, l’umanità figlia di Dio può esultare continuamente, godere, sperare. Soprattutto amare. E’ tipico dei figli ricambiare l’amore che il Padre dona.
Ma ecco ancora un’aggiunta, ovvia e imprescindibile.
I figli non vengono generati solo dal padre, ma anche dalla madre.
Il Padre Che è nei Cieli, per renderci davvero figli Suoi, ha voluto la collaborazione di una Donna, che Gli fosse Sposa e che divenisse Madre feconda di una moltitudine infinita di figli.

Maria Santissima ha ricevuto da Dio tale ruolo, tale investitura e, a larghe mani, ci dona la Sua maternità, perché conosce meglio di chiunque altro i bisogni dell’umanità.

Carissimi fratelli e sorelle di Ponticelli, è da tale realtà che nasce, nel corso dei secoli, la nostra tipica venerazione mariana.
I Ponticellesi, forti del loro retto intuito per le cose divine, hanno saputo tributare a Maria, dopo il Padre, il culto della lode. Benedetto Popolo di Dio che ha scelto di percorrere le vie della vita in compagnia del Cielo, a cui rivolgersi con fiducia, quando dalle strade e dai vicoli del nostro quartiere volgiamo in alto lo sguardo per fissarlo negli occhi della Mamma che passa, collocata su un trono che tocca il cielo, Pellegrina di pace e di amore.
Quest’anno, ancora come sempre, facciamo degne opere di accoglienza alla Vergine che ci visita.
Pur di sentirci protetti dal Suo amore di Madre, tagliamo con gli impegni, le vacanze ed ogni altra occupazione.
La Mamma celeste ci guarderà, ci guiderà, ci proteggerà e traccerà i passi del nostro cammino, perché possa diventare solida costruzione, sulla Roccia Che è Cristo, del Regno di Dio.

Auguri vivissimi di buona Festa!

Don Marco Liardo

 

Programma completo dei festeggiamenti pdf: Libretto festa MdN

 

Auguri del Parroco

Carissimo fratello e carissima  sorella,

Spesso, nel cammino della vita ti può essere capitato di cadere, di sentirti annegare. Sono i momenti in cui si cerca la pace, ma ti accorgi di essere soltanto triste, perché alle tue attese arrivano risposte deludenti.

Ho la gioia di poterti annunciare una grande notizia: quella pace che cerchi è già a tua disposizione e non devi affannarti per raggiungerla!

Ti ha raggiunto prendendo il volto di un Bambino.

Gesù è Colui di cui abbiamo bisogno: il Solo, l’Unico.

Ti chiede solo di aprire il tuo cuore all’ascolto della Sua parola. E Lui fa così perché sa bene cosa porti dentro il cuore; sa benissimo ciò ti serve, perché è il tuo Creatore.

Ti faccio una proposta: metti da parte la tristezza e scegli Gesù.

La fiducia che darai a Lui si chiama Fede. La prospettiva che attendi che si risolva, si chiama Speranza. La risposta che dovrai dare, si chiama Amore.

Vivendo la Fede, la Speranza e l’Amore sarai una persona nuova e la vera gioia entrerà per sempre in te, illuminando ogni angolo del tuo essere.

Se crederai in Gesù, vedrai miracoli.

Buon Natale!

Don Marco

 

Auguri di Natale

L’Arcidiocesi di Napoli contro la delinquenza e il degrado

Lettera-appello della Chiesa di Napoli Est al ministro dell’Interno.

Arcidiocesi di Napoli

Barra – S.Giovanni a Teduccio – Ponticelli – Volla – Cercola – Pollena Trocchia – Massa di Somma

 

AI FEDELI della comunità del IX decanato della Diocesi di Napoli
Al Ministro degli Interni
Al Prefetto di Napoli
Ai Sindaci di Napoli, Cercola, Massa di Somma, Pollena e Volla
Al Presidente della VI Municipalità di Napoli

 

 

Ci rivolgiamo a voi, cari fedeli, manifestandovi la nostra vicinanza per i numerosi episodi che si susseguono nel nostro territorio, omicidi, intimidazioni, stese di camorra, inquinamento da rifiuti abbandonati, che ci costringono a continui lutti, per i quali sentiamo dolore, angoscia e, purtroppo, impotenza.

Ci rivolgiamo anche a Voi, illustri autorità civili, per esprimervi il nostro dolore, ma anche per chiedervi impegni concreti.

Siamo Parroci e Sacerdoti di 28 parrocchie della Diocesi di Napoli, nella zona Est della città (Ponticelli, Barra, San Giovanni, Cercola, Pollena, Massa di Somma e Volla). Nel nostro territorio, nei nostri comuni e nei nostri quartieri, una cosa più grave, ancor di più della violenza, è il degrado. Esso è il concime della violenza, il letto nel quale il fiume della malavita scorre tranquillamente, invadendo le nostre strade.

La maggior gravità del degrado è legata al fatto che, mentre la violenza ha i suoi fautori (malavitosi, violenti, balordi, arroganti), esso, invece, è conseguenza di un abbandono sistematico da parte degli uomini di potere, delle politiche miopi o cieche, dell’assenza reiterata di interventi per riorientare le tendenze negative e guidare la popolazione.

Siamo convinti che dobbiamo affrontare il degrado!

Se, dunque, bisogna combattere il degrado, bisogna anche sconfiggere la rassegnazione in cui viviamo. Tutti, purtroppo, si sono abituati allo status quo e, soprattutto, alla solitudine istituzionale: i cittadini onesti, i piccoli, gli anziani, gli intellettuali, comprese le nostre comunità parrocchiali.

Al degrado e alla rassegnazione si aggiunge poi la paura: la paura è il sentimento che paralizza, che non rende possibile alcuna reazione per uscire dall’oppressione o dalla condizione di malessere. Ci dobbiamo convincere che è necessario avere il coraggio di affrontare le situazioni e di impegnarci in un cammino comune; non dobbiamo permettere alla paura di bloccare la nostra voglia di vivere! Piuttosto, dobbiamo uscire dalla solitudine, imparando a fare “rete”, a partecipare alle iniziative promosse sul territorio, per denunciare il degrado e la violenza, appoggiandoci gli uni agli altri. Insieme, come comunità cristiane, sentiamo di doverci dare coraggio, di doverci stringere reciprocamente per andare avanti, di dare buona testimonianza.

Pertanto, come pastori, oggi continuiamo ad impegnarci ad educare le nostre comunità perché sviluppino una coscienza critica, capace di dare un contributo concreto al bene comune e alla legalità.

Vi scriviamo, carissimi, perché non basta la nostra buona volontà, per ottenere quanto sopra detto. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti.

Oggi vorremmo promettere ai nostri bambini e ai nostri ragazzi che ci impegneremo per garantire loro di poter scendere in strada senza il pericolo di essere feriti o, peggio, uccisi da un proiettile vagante.

Oggi vorremmo promettere ai nostri giovani che ci impegniamo affinché possano liberamente frequentare i luoghi di incontro, senza temere di essere vittime di qualche prepotente. 

Oggi vorremmo promettere ai nostri anziani che ci impegniamo perché non debbano più temere dei piccoli bulletti, o degli sprovveduti che guidano in maniera impropria un motorino e che rischiano di falciarli.

Oggi vorremmo promettere a tutte le mamme che ci impegniamo perché possano portare serenamente i propri bambini in un parco pubblico senza temere l’arroganza o il degrado.

Ma tutto questo sarà possibile solo grazie all’impegno di ciascuno di noi fedeli e istituzioni.

Pertanto, abbiamo bisogno di una maggiore presenza dello Stato e delle sue istituzioni, a tutti i livelli, perché vi siano finalmente politiche serie, programmate, concertate, impegno per il bene comune e vero coinvolgimento sociale: cari politici, cari dirigenti dei vari organi istituzionali, abbiamo bisogno del vostro impegno ad investire tempo, intelligenze, ascolto e risorse per poter affrontare con coscienza la delicata realtà in cui viviamo per iniziare un processo di cambiamento.

Cari fedeli, abbiamo bisogno anche di voi: noi ci impegniamo come pastori a non lasciarvi soli, a non permettere che la mancanza di speranza oscuri il futuro del nostro territorio. Abbiamo però bisogno che voi vi impegnate a credere nel bene che ancora si può fare nei nostri quartieri e nelle nostre città, per scrivere insieme una pagina nuova della storia della nostra gente, una storia che può cambiare, se ognuno di noi ci mette anzitutto la “faccia”. Come ci ha invitati il nostro Cardinale nell’ultima Lettera pastorale: rompiamo ogni indugio, formiamo insieme una cordata per cingere idealmente la nostra città, per vivificare la presenza di Dio nel cuore della nostra gente! Dobbiamo correre al capezzale della città e seguirla nel suo faticoso cammino di guarigione e di ripresa sociale, coinvolgendo tutte le forze disponibili del territorio.

Cari giovani, a voi il “testimone” di questo nostro impegno: voi siete il nostro futuro, ma soprattutto, l’unico presente che abbiamo. A voi avremmo voluto consegnare un luogo più vivibile e sicuro. Da voi ci aspettiamo idee ed energie nuove per cambiare un sistema che da soli, forse, non riusciamo più a cambiare. 

A Dio, al cui servizio noi ci siamo consacrati, va la nostra preghiera perché apra strade nuove e ci aiuti ad innescare processi che riescano a realizzare quanto è giusto fare per il bene della nostra gente.

I Sacerdoti del IX decanato

Napoli, 7 Novembre 2018