Orari di riferimento

Orari di riferimento

La Chiesa sarà aperta tutti i giorni:

  • Mattina: 7:30 alle 11:45
  • Pomeriggio: 17:00 alle 19:45

Orari Santa Messa giorni feriali: 8:00 e 19:00

Orari Santa Messa giorni festivi: 8:00 – 10:30 – 12:00 – 19:00

Appuntamenti Mensili


Bacheca Parrocchiale

Mese di Maggio

  • Cambio orario S. Messa: a partire da Domenica 14 Aprile la S. Messa serale verrà celebrata tutti i giorni alle ore 19.00.
  • Mese Mariano: da Lunedì 6 Maggio si reciterà il Rosario nei cortili dei palazzi della nostra Parrocchia secondo il calendario che è affisso anche in bacheca.
  • Corso Biblico: Martedì 14 Maggio ore 19.30.
  • Giornata Eucaristica: Giovedì 8:30 – 11:45 (11.30 Ora Media); 18:00-19:00.
  • Messa presso la tomba del Servo di Dio: Sabato ore 10:30.
  • Prime Comunioni: Domenica 19 Maggio ore 10:30. Prima data.

Auguri del Parroco

Carissimo fratello e carissima  sorella,

Spesso, nel cammino della vita ti può essere capitato di cadere, di sentirti annegare. Sono i momenti in cui si cerca la pace, ma ti accorgi di essere soltanto triste, perché alle tue attese arrivano risposte deludenti.

Ho la gioia di poterti annunciare una grande notizia: quella pace che cerchi è già a tua disposizione e non devi affannarti per raggiungerla!

Ti ha raggiunto prendendo il volto di un Bambino.

Gesù è Colui di cui abbiamo bisogno: il Solo, l’Unico.

Ti chiede solo di aprire il tuo cuore all’ascolto della Sua parola. E Lui fa così perché sa bene cosa porti dentro il cuore; sa benissimo ciò ti serve, perché è il tuo Creatore.

Ti faccio una proposta: metti da parte la tristezza e scegli Gesù.

La fiducia che darai a Lui si chiama Fede. La prospettiva che attendi che si risolva, si chiama Speranza. La risposta che dovrai dare, si chiama Amore.

Vivendo la Fede, la Speranza e l’Amore sarai una persona nuova e la vera gioia entrerà per sempre in te, illuminando ogni angolo del tuo essere.

Se crederai in Gesù, vedrai miracoli.

Buon Natale!

Don Marco

 

Auguri di Natale

PREGHIERA DI ACCOMPAGNAMENTO PER L’ANNO PASTORALE

MARIA, VERGINE DELLA NOTTE

 

Santa Maria, Vergine della notte, 

noi t’imploriamo di starci vicino 

quando incombe il dolore, irrompe la prova, 

sibila il vento della disperazione, 

o il freddo delle delusioni o l’ala severa della morte. 

Liberaci dai brividi delle tenebre. 

Nell’ora del nostro calvario, 

Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole, 

stendi il tuo manto su di noi,

sicché, fasciati dal tuo respiro, 

ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà. 

Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati. 

Riempi di presenze amiche e discrete

il tempo amaro di chi è solo. 

Preserva da ogni male i nostri cari 

che faticano in terre lontane e conforta, 

col baleno struggente degli occhi, 

chi ha perso la fiducia nella vita. 

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat, 

e annuncia straripamenti di giustizia 

a tutti gli oppressi della terra. 

Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi 

le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l’aurora. 

Così sia.

(Mons. Tonino Bello)

L’Arcidiocesi di Napoli contro la delinquenza e il degrado

Lettera-appello della Chiesa di Napoli Est al ministro dell’Interno.

Arcidiocesi di Napoli

Barra – S.Giovanni a Teduccio – Ponticelli – Volla – Cercola – Pollena Trocchia – Massa di Somma

 

AI FEDELI della comunità del IX decanato della Diocesi di Napoli
Al Ministro degli Interni
Al Prefetto di Napoli
Ai Sindaci di Napoli, Cercola, Massa di Somma, Pollena e Volla
Al Presidente della VI Municipalità di Napoli

 

 

Ci rivolgiamo a voi, cari fedeli, manifestandovi la nostra vicinanza per i numerosi episodi che si susseguono nel nostro territorio, omicidi, intimidazioni, stese di camorra, inquinamento da rifiuti abbandonati, che ci costringono a continui lutti, per i quali sentiamo dolore, angoscia e, purtroppo, impotenza.

Ci rivolgiamo anche a Voi, illustri autorità civili, per esprimervi il nostro dolore, ma anche per chiedervi impegni concreti.

Siamo Parroci e Sacerdoti di 28 parrocchie della Diocesi di Napoli, nella zona Est della città (Ponticelli, Barra, San Giovanni, Cercola, Pollena, Massa di Somma e Volla). Nel nostro territorio, nei nostri comuni e nei nostri quartieri, una cosa più grave, ancor di più della violenza, è il degrado. Esso è il concime della violenza, il letto nel quale il fiume della malavita scorre tranquillamente, invadendo le nostre strade.

La maggior gravità del degrado è legata al fatto che, mentre la violenza ha i suoi fautori (malavitosi, violenti, balordi, arroganti), esso, invece, è conseguenza di un abbandono sistematico da parte degli uomini di potere, delle politiche miopi o cieche, dell’assenza reiterata di interventi per riorientare le tendenze negative e guidare la popolazione.

Siamo convinti che dobbiamo affrontare il degrado!

Se, dunque, bisogna combattere il degrado, bisogna anche sconfiggere la rassegnazione in cui viviamo. Tutti, purtroppo, si sono abituati allo status quo e, soprattutto, alla solitudine istituzionale: i cittadini onesti, i piccoli, gli anziani, gli intellettuali, comprese le nostre comunità parrocchiali.

Al degrado e alla rassegnazione si aggiunge poi la paura: la paura è il sentimento che paralizza, che non rende possibile alcuna reazione per uscire dall’oppressione o dalla condizione di malessere. Ci dobbiamo convincere che è necessario avere il coraggio di affrontare le situazioni e di impegnarci in un cammino comune; non dobbiamo permettere alla paura di bloccare la nostra voglia di vivere! Piuttosto, dobbiamo uscire dalla solitudine, imparando a fare “rete”, a partecipare alle iniziative promosse sul territorio, per denunciare il degrado e la violenza, appoggiandoci gli uni agli altri. Insieme, come comunità cristiane, sentiamo di doverci dare coraggio, di doverci stringere reciprocamente per andare avanti, di dare buona testimonianza.

Pertanto, come pastori, oggi continuiamo ad impegnarci ad educare le nostre comunità perché sviluppino una coscienza critica, capace di dare un contributo concreto al bene comune e alla legalità.

Vi scriviamo, carissimi, perché non basta la nostra buona volontà, per ottenere quanto sopra detto. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti.

Oggi vorremmo promettere ai nostri bambini e ai nostri ragazzi che ci impegneremo per garantire loro di poter scendere in strada senza il pericolo di essere feriti o, peggio, uccisi da un proiettile vagante.

Oggi vorremmo promettere ai nostri giovani che ci impegniamo affinché possano liberamente frequentare i luoghi di incontro, senza temere di essere vittime di qualche prepotente. 

Oggi vorremmo promettere ai nostri anziani che ci impegniamo perché non debbano più temere dei piccoli bulletti, o degli sprovveduti che guidano in maniera impropria un motorino e che rischiano di falciarli.

Oggi vorremmo promettere a tutte le mamme che ci impegniamo perché possano portare serenamente i propri bambini in un parco pubblico senza temere l’arroganza o il degrado.

Ma tutto questo sarà possibile solo grazie all’impegno di ciascuno di noi fedeli e istituzioni.

Pertanto, abbiamo bisogno di una maggiore presenza dello Stato e delle sue istituzioni, a tutti i livelli, perché vi siano finalmente politiche serie, programmate, concertate, impegno per il bene comune e vero coinvolgimento sociale: cari politici, cari dirigenti dei vari organi istituzionali, abbiamo bisogno del vostro impegno ad investire tempo, intelligenze, ascolto e risorse per poter affrontare con coscienza la delicata realtà in cui viviamo per iniziare un processo di cambiamento.

Cari fedeli, abbiamo bisogno anche di voi: noi ci impegniamo come pastori a non lasciarvi soli, a non permettere che la mancanza di speranza oscuri il futuro del nostro territorio. Abbiamo però bisogno che voi vi impegnate a credere nel bene che ancora si può fare nei nostri quartieri e nelle nostre città, per scrivere insieme una pagina nuova della storia della nostra gente, una storia che può cambiare, se ognuno di noi ci mette anzitutto la “faccia”. Come ci ha invitati il nostro Cardinale nell’ultima Lettera pastorale: rompiamo ogni indugio, formiamo insieme una cordata per cingere idealmente la nostra città, per vivificare la presenza di Dio nel cuore della nostra gente! Dobbiamo correre al capezzale della città e seguirla nel suo faticoso cammino di guarigione e di ripresa sociale, coinvolgendo tutte le forze disponibili del territorio.

Cari giovani, a voi il “testimone” di questo nostro impegno: voi siete il nostro futuro, ma soprattutto, l’unico presente che abbiamo. A voi avremmo voluto consegnare un luogo più vivibile e sicuro. Da voi ci aspettiamo idee ed energie nuove per cambiare un sistema che da soli, forse, non riusciamo più a cambiare. 

A Dio, al cui servizio noi ci siamo consacrati, va la nostra preghiera perché apra strade nuove e ci aiuti ad innescare processi che riescano a realizzare quanto è giusto fare per il bene della nostra gente.

I Sacerdoti del IX decanato

Napoli, 7 Novembre 2018

Postulazione della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Agostino Cozzolino

1988 – 2 Novembre – 2018

XXX Anniversario del passaggio alla vita eterna del 
Servo di Dio AGOSTINO COZZOLINO

Giovedì 1° Novembre e Venerdì 2 Novembre, ore 11,30: Santa Messa presso la tomba del Servo di Dio (Congrega S.Anna – Cimitero di Ponticelli).

Sabato 3 Novembre, ore 18,30: In Basilica, Celebrazione Eucaristica, presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Sig. Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli.

Domenica 4 Novembre, ore 19,00: In Basilica, Convegno dal tema: “Don Agostino, padre e pastore del Popolo di Dio, nello spirito del Concilio Vaticano II“.

Relatori: 

  • Prof. Ing. Luigi Verolino, Università Federico II di Napoli;
  • Rev. P. Agostino Esposito, O.F.M. Visitatore Generale della Provincia francescana del Nord Italia.

Moderatore: Don Giampaolo Riccardi, Vice Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Agostino Cozzolino.

 

Presenzia Sua Eccellenza Revendissima Mons. Salvatore Angerami, Vescovo Ausiliare di Napoli.

 

Tutti sono vivamente invitati a partecipare.

 

Avviso Sacro 

I Sacerdoti di Ponticelli

Preghiera

Preghiera 

 

O Trinità Santa,
ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa
il Servo di Dio, Agostino Cozzolino
e per aver fatto risplendere in lui
l’immagine viva di Gesù Buon Pastore,
rendendolo sempre disponibile 
verso coloro che per ogni necessità
ricorrevano a lui.
La sua intercessione ci ottenga
di camminare nella santità, 
imitando i sentimenti del Cuore di Gesù
e di sentirci sotto la protezione
della Vergine Santissima,
da lui invocata con il dolce titolo 
di Mamma della Neve.
Padre di bontà, concedici, 
Per sua intercessione, 
secondo la tua volontà,
la grazia che ti domandiamo…
(si chiede la grazia che si desidera).
Nella speranza che egli sia presto annoverato 
tra i tuoi Santi,
a te l’onore e la gloria
per i secoli eterni. Amen

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 

Con approvazione ecclesiastica
_________________________________________

Per segnalare eventuali grazie ricevute, rivolgersi alla Postulazione della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Agostino Cozzolino, Sacerdote Basilica Santuario Maria SS. della Neve
Piazza Vincenzo Aprea, 2 – 80147 Napoli – Ponticelli.

Testamento Spirituale

Davanti a Dio, Comunità di amore: Padre, Figlio e Spirito Santo, nella cui luce spero di tuffarmi dopo il mio transito da questa terra, con la retta intenzione, senza presunzione, ma con umiltà, espirmo le seguenti riflessioni:

  1. Sono contento della vita trascorsa. Lo spirito di fede crescente l’ha caratterizzata, donandomi serenità e pace interiore.
  2. Ho alimentato continuamente, con la preghiera, la mia esperienza spirituale (ritiri mensili, corsi annuali di esercizi, ora di contemplazione quotidiana). Ciò ha permesso di tenere “su” il tono del contatto con Dio.
  3. Ho avuto e coltivato la retta intenzione, cercando in tutto la volontà di Dio e non in me stesso. Questo mi ha aiutato a vivere nell’umiltà e nel servizio ai fratelli.
  4. Ho amato la mia vita sacerdotale e sono andato là, dove l’obbedienza mi mandava. Da questo atteggiamento è derivata fiducia e forza anche nelle difficoltà.
  5. Ho espresso il mio amore verso i fratelli di cui il Signore mi ha fatto guida e pastore, con la dedizione completa, non risparmiandomi per il loro bene.
  6. Ho amato lo stile della povertà, per seguire più da vicino Cristo povero, per testimoniare i beni futuri. Mi sono accontentato dello stretto necessario perché i soldi risparmiati diventassero pane per i fratelli bisognosi.
  7. Mi sono sentito profondamente legato alla comunità parrocchiale nella quale ho speso la maggior parte del mio ministero pastorale. Ho dato e ho ricevuto tanto. Ho amato alla mia maniera e sono stato ricambiato al centuplo. Le premure usatemi nella mia malattia ne sono la prova. Dall’ultima generazione di giovanissimi ho avuto moltissimo. Con loro ho recuperato, in una maniera molto bella, la mia specifica missione di educatore nella fede e di padre spirituale. I collaboratori pastorali mi hanno dato gioia con la loro fiducia, costanza, spirito di sacrificio, affetto.
  8. Sono legato con voi mediante la pratica dei Consigli Evangelici all’Istituto dei Sacerdoti del Sacro Cuore. È stato un grande dono per la mia vita sacerdotale e mi ha mantenuto in “tensione” nell’amore di Dio e dei fratelli.

Chi leggerà o ascolterà queste riflessioni, non mi reputi al di sopra di quanto sia stato ma, piuttosto, elevi il ringraziamento al Signore, perché sono convintissimo che tutto è stato dono suo. E chiedo perdono al Signore per tutte le mie incorrispondenze ai suoi doni, perché non sono poche. Mi sento sinceramente peccatore. Anch’io, oltre che al Signore, intendo chiedere umilmente perdono a ciascuno di voi. Mi avete conosciuto abbastanza nei miei difetti e nelle mie debolezze, per cui non ho bisogno di esporvele. Voglio ringraziarvi con immensa gratitudine per quello che siete stati per me e per quanto mi avete donato. In modo particolare, vi ringrazio delle preghiere fatte durante la mia malattia. Non sono andate nel senso voluto da voi, ma mi hanno ottenuto forza, serenità, desiderio ardente di vedere il Volto di Dio.

Arrivederci alla comunione definitiva con il Padre, il Figlio e lo Spirito, stretti alla Mamma Celeste, la Madonna Della Neve!

Via al processo di canonizzazione

Il Servo di Dio

 

I Sacerdoti dell’Istituto Secolare Sacerdoti del Sacro Cuore, a cui don Agostino era legato con i voti, il 10 novembre 1988, iniziarono a pensare ad un’eventuale Causa di Beatificazione.

All’esecutore testamentario, Don Agostino affidò il 13 ottobre del 1988, il testamento olografo, dove scriveva, nell’ultimo punto: “Affido l’esecuzione di quanto sopra al carissimo amico Don Ciro Cocozza, pregando di provvedere a distruggere i miei quaderni personali e il diario personale dopo il discreto uso che intende farne.”

Nel Messaggio del Cardinale Crescenzio Sepe ai Sacerdoti e al Popolo Santo di Dio di Ponticelli, inviato in occasione della presentazione della nuova Postulazione, per la fase romana della Causa, l’Arcivescovo afferma: “Fin dal mio arrivo a Napoli, venni a conoscenza della figura di Don Agostino Cozzolino attraverso i racconti e le testimonianze di tanti Sacerdoti che lo avevano avuto compagno di Seminario e, poi, punto sicuro di riferimento nel presbiterio, soprattutto come direttore spirituale e confessore. Successivamente, nel corso delle mie numerose visite a Ponticelli, ho potuto toccare con mano quanto sia viva e grata la memoria di questo “Buon Pastore”, che ha guidato la Comunità parrocchiale di Santa Maria della Neve per ben 28 anni. Mentre si concludeva l’Anno Sacerdotale (2009-2010), fu proprio Don Ciro Cocozza, a nome anche dei Parroci e dei sacerdoti di Ponticelli e, facendosi interprete di un comune desiderio del Popolo di Dio, a presentare la richiesta che fosse istruita la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Don Agostino Cozzolino. Accolsi con compiacimento la petizione che mi veniva consegnata, dando mandato all’Ufficio competente di iniziare l’iter abituale della pratica, dopo aver consultato i Vescovi della Campania e ottenuto il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi”. 

Si apriva così, un lungo e delicato lavoro di studio dei diari, dei quaderni spirituali, degli appunti e delle omelie di Don Agostino, diligentemente raccolti, ordinati e trascritti.

Nel contempo, venivano interrogati i testimoni. Si è giunti finalmente alla celebrazione del 12 giugno 2017, al termine del quale, il Cardinale Crescenzio Sepe, dichiarava conclusa l’inchiesta diocesana del processo di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio, Agostino Cozzolino.

Il 14 novembre successivo, una delegazione spontanea di Sacerdoti di Ponticelli, a nome dell’Arcivescovo, consegnava alla Congregazione delle Cause dei Santi in Vaticano, la suddetta documentazione, mettendo nelle mani della Chiesa Universale lo studio sulla vita, le virtù e la fama di santità di Don Agostino.

È da notare, lo stile di un ministero sacerdotale singolare, per virtù, che rendono il Servo di Dio, un esempio di vita interiore animata da una fede profonda, sostenuta da una salda speranza e alimentata da un’ardente carità, vissuta nella preghiera e nell’adorazione eucaristica, in spirito di povertà, obbedienza, castità, umiltà e pietà, nell’amore totale al Signore e alla Madonna, nel compimento generoso e fedele del ministero pastorale verso quanti erano affidati alle sue cure.

Egli ha cercato solo Dio e la sua gloria, e ha vissuto desiderando di essere tutto di Gesù e del popolo. Pastore saggio e guida attenta, la sua vita è stata una vera realizzazione del sacerdozio nella santità.

Cenni Biografici

La vita

 

Agostino Cozzolino nacque ad Ercolano (NA) il 16 ottobre 1928, in una famiglia umile e modesta, che viveva nella dignità e nel timore di Dio. Suo padre, Ciro, era un marittimo; sua madre, Giuseppina, era una casalinga, donna di fede genuina e salda. Aveva due sorelle, Anna e Lucia. 

L’infanzia di Agostino fu serena e ricca di interessi, tanto da suscitare l’ammirazione del Parroco di Pugliano, Don Peppino Matrone, che divenne suo padrino di Cresima.

Entrò in Seminario, distinguendosi subito per l’impegno spirituale e nello studio. Attento sempre alla preghiera e al rispetto della Regola, ebbe sempre buoni rapporti con i compagni, i quali, per la sua serietà lo chiamavano “il tedesco“. Organizzava turni di preghiera notturni per i seminaristi. Fin dall’epoca del Seminario, ebbe chiaro l’impegno di farsi santo. 

Fu ordinato Sacerdote il 27 luglio del 1952 e venne destinato, quale vicario parrocchiale, alla parrocchia “Santissimo Rosario” in via Traccia, a Poggioreale. Qui già divenne evidente la sensibilità pastorale del novello Sacerdote, che organizzava attività di formazione e di catechesi per i ragazzi, per i giovani e gli adulti. Tutti ammiravano la sua pietà, lo zelo pastorale, la saggezza nella Confessione e nella direzione spirituale. Trattandosi di una parrocchia rurale, spesso girava per le campagne, dove trovava occasione per fare catechesi. Stette in quella parrocchia per tre anni circa, fin quando l’Arcivescovo lo trasferì, come parroco, alla chiesa “Regina Paradisi“, ai Camaldoli. In questa parrocchia stette poco, lasciando tuttavia un bel ricordo nei fedeli per la sua preparazione e rettitudine interiore. Il 16 ottobre 1957, Don Agostino fu nominato Vice-Rettore del Seminario Maggiore di Napoli, dove rimase per altri tre anni, lasciando ai giovani seminaristi il buon ricordo di sé e l’esempio di una vita di pietà, di impegno sacerdotale, sensibilità umana e spirituale non comuni.

Il 30 settembre 1960 fu nominato parroco di “Santa Maria della Neve“, in Ponticelli. Qui don Agostino ha lavorato instancabilmente, fino ad essere definito dal popolo il “Curato D’Ars di Ponticelli”[1].

Attento a tutto, nulla sfuggiva al suo sguardo profondo; accoglieva e applicava le nuove direttive pastorali e seguiva con interesse lo svolgersi dei lavori del Concilio Vaticano II. Esigente con se stesso, misericordioso con gli altri, cercava di conoscere tutte le persone della parrocchia, visitando le famiglie e non si stancava di invitare a collaborare, trasmettendo, a chi lo incontrava, serenità e gioia. L’idea maestra su cui don Agostino fondò l’azione pastorale dei suoi 28 anni come parroco di Ponticelli fu: “Trasformare la parrocchia da semplice luogo di culto, in comunità, famiglia di Dio“.

Nel realizzare tale progetto, trovò terreno fertile nella vera grande ricchezza dei Ponticellesi: la secolare devozione alla Madonna della Neve di cui era filialmente innamorato e che soleva invocare con il dolce titolo di “Mamma” della Neve. Nel periodo del Concilio Vaticano II non esitò a farsi pioniere della riforma liturgica e del rinnovamento teologico; si aggiornava continuamente, studiandone i documenti talvolta anche di notte. La comunione tra i Parroci e i Sacerdoti del quartiere e il progetto di “Nuova Immagine di Ponticelli” lo portarono a promuovere un lavoro pastorale comunitario per tutta Ponticelli. Nacque così, il mini-presbiterio, dove i preti si incontravano periodicamente e, insieme, pregavano e si confrontavano. Don Agostino formò anche un gruppo giovanile, il Movimento Giovanile Parrocchiale, e di spiritualità familiare, entrambi sotto la sua diretta guida.

Nel settembre del 1987 gli venne diagnosticato un tumore al pancreas. Operato a Brescia, incominciò per lui e per la parrocchia un periodo di dura prova. La comunità si strinse intorno al suo amato Pastore – sopratutto i giovani – prendendosi cura di lui giorno e notte nell’angusta casa canonica di pochi metri quadrati dove Don Agostino era vissuto per un trentennio circa, in povertà ed essenzialità. Accettò il suo “calvario” nel totale abbandono alla volontà di Dio e senza risparmiarsi, soprattutto in occasione dei solenni festeggiamenti del Bicentenario della proclamazione della Madonna della Neve a Protettrice di Ponticelli, che furono il felice coronamento del suo sacerdozio. Nell’ottobre del 1988, nelle riflessioni testamentarie, al numero 7, scriveva: “Mi sono sentito legato alla comunità parrocchiale nella quale ho speso la maggior parte del mio ministero. Ho dato e ricevuto tanto; ho amato alla mia maniera e sono stato ricambiato al centuplo. Le premure usatemi nella mia malattia ne sono la prova. Arrivederci alla comunione definitiva con il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, stretti alla Mamma Celeste, la Madonna della Neve.” Don Agostino chiudeva la sua laboriosa giornata terrena la sera del 2 novembre 1988, a soli 60 anni.

La celebrazione esequiale, presieduta dal Cardinale Michele Giordano – il quale, giunto a Napoli l’anno precedente, aveva subito apprezzato Don Agostino, nominandolo Vicario Episcopale – ebbe luogo il pomeriggio del 4 novembre, con grande partecipazione di Vescovi, Sacerdoti e Popolo di Dio.

La sera stessa, veniva sepolto nel Cimitero di Ponticelli, nell’ipogeo della Congrega di Sant’Anna.

[1] In riferimento al Santo Curato di Ars-sur-Formans, in Francia, Jean-Marie Baptiste Vianney è stato un presbitero francese, reso famoso col titolo di Curato d’Ars per la sua intensa attività di parroco in questo piccolo villaggio dell’Ain. È stato proclamato santo da papa Pio XI nel 1925 e dichiarato patrono dei parroci.